VINI DELL'ANIMA

Esperienza consapevole di vino e cibo.

martedì

2

agosto 2016

Valencia 11 chicche per entrare nell’atmosfera valenciana

Scritto da , nella categoria Oltreconfine, Racconti di viaggio

Valencia Plaza de la Virgen

Magnifica Valencia, città della Spagna terza per numero di abitanti che s’affaccia sul Mare delle Baleari. Sempre assolata e ventilata con una luce che splende sulle drittissime strade. Un clima amabile che invita a visitarla e a sostare lungo le vie, anche nelle ore più calde, e col naso all’insù ammirare la bellezza dei suoi molti palazzi. Seppur il traffico sostenuto non è una città caotica, anzi! Valencia è “gioiosa” come la sua gente sempre sorridente, ben disposta all’aiuto e all’allegria, che culmina quando, ancor prima che il sole ritiri l’ultimo bagliore dall’orizzonte, inizia il rito dell’aperitivo e delle tapas!

La Cattedrale, la Lonja de La Seda, il Mercado Central, il Tribunale de las Aguas, la città delle arti e delle scienze, passeggiare lungo il letto del fiume Turia, fare una sosta nella principale piazza di Valencia, girovagare tra il dedalo di vie e viuzze del centro storico e ammirare i murales, fermarsi all’Horchateria de Santa Catalina, abbracciare i secolari Ficus Macrophylla sono alcune delle cose da fare e vedere se avete pianificato una vacanza di qualche giorno a Velencia!

Iniziamo dunque la visita di questa città da uno dei luoghi sacri più importanti:

La Cattedrale di Valencia. Ha un profilo solenne, eretta nel XIII° secolo, in essa convivono stili Valencia la cattedralediversi e i tre portali d’ingresso ne sono una testimonianza. Ognuno guarda una piazza differente. Il principale e barocco da su Plaza de la Reina, il gotico su Plaza de la Virgen e l’inconfondibile romanico su Plaza de l’Almoina. L’interno ha pianta a croce , tre navate. La principale ha vetrate di alabastro che filtrano la luce del giorno. Le due laterali hanno diverse cappelle tra cui quella che custodisce il Santo Graal, tazza in agata orientale del I° sec. a.C. che tradizione, leggenda, storia, culto indicano sia quella utilizzata da Cristo durante l’Ultima Cena. Degne di nota sono altre due cappelle con due tele del Goya e un crocefisso ligneo. La cupola dell’altare maggiore è affrescata ed è l’azzurro il colore che spicca tra gli altri.

Tribunal de las Aguas. Sul lato gotico della cattedrale davanti alla porta degli Apostoli, ogni giovedì alle ore 12 si riunisce da quasi mille anni il tribunale delle acque. Composto di otto agricoltori, che indossano la tradizionale camicia nera, risolvono le dispute sull’uso irregolare, da parte degli agricoltori, della rete idrica di canali della huerta (la zona rurale a ridosso di Valencia). Il loro giudizio è insindacabile e definitivo.

La Lonja de La Seda. È stata dichiarata patrimonio dell’Umanità, questa costruzione del XV° secolo è il luogo dove un tempo avvenivano le negoziazioni per la seta. Di straordinaria bellezza e armonia architettonica, il patio è piantato ad aranci, e i turisti vi ci sostano volentieri.

Una delle piazze principali di Valencia. Plaza del Ayuntamiento è la piazza dove si riunisce tutta Valencia Plaza del AyuntamientoValencia per eventi importanti. Circondata di palazzi bianchi con decorazioni da lasciare a bocca aperta e cupole, vi è al centro una fontana. Ogni giorno uno spettacolo di fuochi d’artificio richiama numerosi turisti.

Girovagare tra vie e viuzze della Ciutat Vieja. Il centro storico è un Valencia i murales nella Ciutat Viejadedalo  di vie percorribili tranquillamente a piedi. La street art qui è di casa e si possono ammirare i murales realizzati su intere e enormi pareti di vecchi palazzi, opere anche di famosi artisti.

C’era una volta il letto del fiume Turia. Esondava e continuava ad esondare il Turia, così un bel giorno la sua corsa verso il mare è stata deviata, e oggi il suo alveo originario è diventato un meraviglioso parco che si estende per circa nove chilometri attraversato da ponti antichi e moderni. Ci si può andare a correre a piedi o in bicicletta (le si possono noleggiare facilmente in uno dei tanti luoghi sparsi per la città), o semplicemente passeggiare e sostare all’ombra di qualche palma. Vi sono parchi giochi, campi da calcio, punti ristoro e il Palau de la Música che ospita concerti di musica classica.

Visitare la Ciutat de les Arts y les Ciències. È dell’architetto Santiago Calatrava quest’opera Valencia Ciutat de les Artes y les Ciènciesd’avanguardia che ha rivoluzionato una zona prima deserta e si estende da quello che era il letto del fiume Turia sino al mare. Creata sul tema dell’acqua e della natura all’ingresso si è accolti da un giardino sospeso, l’Umbracle. Accanto c’è il Palazzo delle Arti Reina Sofia dove si tengono concerti, spettacoli teatrali, lirici e balletti. Una insolita palpebra metallica è l’Hemisfèric dove proiettano film in uno schermo concavo che ti sembra d’essere protagonista anziché spettatore! Il museo della scienza, Museu de les Ciències Principe Felipe, si sviluppa su più livelli. Molto interessante e interattivo per esplorare i Valencia Oceanogràficmisteri della scienza. Infine l’Oceanogràfic un parco marino suddiviso in aree terrestri e marine riprodotte fedelmente. Nell’arco della giornata ci sono spettacoli di delfini che attirano folla di turisti.

Colazione all’Horchateria de Santa Catalina. In questo luogo è un Valencia Horchateria de Santa Catalina vero e proprio rito inzuppare i churros nell’horchata (da non tradurre con orzata) de chufa (bevanda ottenuta dal cipero, un tubero dal quale si formano le chufas, piccole palline irregolari il cui sapore ricorda quello della noce di cocco) o nella cioccolata calda. L’Horchateria è stata fondata nel 1909. Da provare anche i fartóns (quelli tradizionali sono vuoti all’interno, la versione più moderna è con Valencia churroscrema o cioccolato) e l’ensaimada. Entrambe sono brioches dalla forma allungata i primi a chiocciola i secondi, fatti di una pasta leggerissima, quasi impalpabile.

Fare colazione e la spesa al Mercado Central. Gli innumerevoli bar della Ciutat Vieja vanno bene Valencia Mercado Centralper la colazione, ma il pullulìo di gente del Mercato Centrale, edificio capolavoro ornato di frammenti di ceramica e ferro, la strabiliante varietà di frutta, verdura, carni, prosciutti, pesce, dolci… ne consigliano la scelta. Se poi volete far la spesa non vi è luogo migliore anche Valencia Mercado Central - Carmen Gonzalez LLora per portare a casa ricordi culinari. Noi siamo andati al banco della simpaticissima signora Carmen Gonzalez LLora per acquistare salami artigianali e salsicce.

Abbracciare i Ficus Macrophylla. Percorrendo in lungo e in largo la città non sarà difficile imbattersi Valencia Ficus Macrophyllain uno di questi enormi alberi: il Ficus Macrophylla! Perlopiù secolari, resistono all’inevitabile inquinamento dei gas rilasciati dalle macchine che sfrecciano tutt’intorno alle isole verdi. Giganti dalla chioma ampia e tronco costoluto, dalle incredibili radici aeree.

E a cena? Non solo tapas. Defilato rispetto alle vie più frequentate c’è un Valencia ristorante La Utilelanaristorante, la taverna Utielana, dalla tipica cucina spagnola. All’ora di pranzo, tardi ché siamo in Spagna, servono una superba paella, difficile trovarla a cena! Un piatto da provare è l’agnello al forno, tra i più buoni e teneri mai mangiati. Fresco e dal sapore equilibrato il gazpacho. Da assaggiare i calamari all’aglio, le cozze e il budino caramellato. Il tutto corroborato da fiumi di sangria. (15 – 20 euro). Plaza del Picadero de Dos Aguas 3

Esteban Minana Onate è il simpatico titolare de La Tapineria. Un delizioso ristorantino che si sviluppa su Valencia titolare de La Tapineria - Esteban Minana Onate due confortevoli piani e un patio per l’estate. Tapas che come tradizione vuole sono assaggi. Da provare per l’armonia dei sapori il pulpo a la gallega (polipo preparata al modo della Galizia), los huevos rellenos (uova ripiene un po’ piccantine) e la crepe relleno (crepe salate farcite) e per finire due assaggi dolci: la torta di cioccolato e la torta de Santiago, deliziose entrambe! La carta dei vini è discretamente fornita, perlopiù vini spagnoli. (20 euro circa) Calle Tapineria 16

Niente da eccepire alle tapas de las Cuevas, ristorantino in pieno centro. Il Valencia tapassaquito  de queso de cabra calabracin y marmelada da provare assolutamente per bontà e delicatezza del sapore. Altre tapas la brocheta de pollo adobado con mahonesa de mango (spiedino di pollo marinato con maionese di mango) e il rollito de berenjena (involtino di melanzana). ( 15 – 20 euro). Plaza Cisneros 2

Alcune informazioni utili. Per raggiungere la città dall’aeroporto potete utilizzare la linea 5 o la linea 3 della metropolitana. I costi non sono proprio contenuti. La corsa semplice euro 3,90. Il carnet di 10 corse, utilizzabile da più persone, costa euro 11,90. A seconda del  numero di spostamenti che avete programmato, visite a musei, palazzi e monumenti dislocati in punti diversi della città val la pena considerare la “Valencia Tourist Card” utilizzabile per 24 ore – 48 ore – 72 ore sino a 7 giorni (questo il link che vi chiarirà costi, sconti e molto altro http://www.valenciatouristcard.com/it/home). Il prezzo non proprio economico del biglietto dell’autobus per la singola corsa è di euro 1,50. Una buona alternativa ai mezzi pubblici è il noleggio della bicicletta.

martedì

21

giugno 2016

A chi servono le doc? Proficuo confronto al convegno per la 10^ edizione di Mare e Vitovska

Scritto da , nella categoria Notizie e approfondimenti di Vinidellanima

Mare e Vitovska

Dieci anni fa parlare di Vitovska e immaginarne il successo attuale era probabilmente un’utopia per molti. Ma i viticoltori carsolini interpreti sapienti del loro territorio hanno scommesso su di esso e i risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti. La decima edizione di Mare Morje Vitovska, tenutasi al castello di Duino, si è aperta col convegno “Carso e marchi di qualità. A chi servono le Doc?”. Tema caldo nella regione Friuli Venezia Giulia, come scritto nel sottotitolo, che poteva far pensare a scambi accesi, invece il dibattito s’è dimostrato da subito ricco di spunti e riflessioni grazie agli interventi degli autorevoli ospiti del panorama enogastronomico italiano, e al proficuo confronto tra l’Associazione dei Viticoltori del Carso/Kras e l’assessore regionale alle Politiche agricole Cristiano Shaurli. (altro…)

mercoledì

1

giugno 2016

Viaggio in Val di Noto da Ragusa a Siracusa

Scritto da , nella categoria Italia, Racconti di viaggio

Noto Cattedrale di S. NicolòCatania. Quando arriviamo sono trascorse da poco le h. 20, dall’aeroporto Fontanarossa dobbiamo raggiungere Noto in macchina. Poco più di un’ora di viaggio. Noto ci appare improvvisa, come un miraggio, su un colle illuminato. Per scoprire il vero volto di una città ci vuole la distanza, quando ti avvicini ne vedi i dettagli, ma non il suo profilo! Abbiamo prenotato un bed and breakfast a Noto alta, lì ci attende Maria Vittoria titolare del Calliope, sito in un bel palazzo barocco. Due camere e un bagno confortevoli e pulitissime, piene di luce che filtra dalle porte finestre. Noto Alta è tranquilla, il tempo segue cadenze sconosciute a chi, come me, vive in città! (altro…)

martedì

26

aprile 2016

Pinot Nero del Friuli Venezia Giulia: in quale direzione sta andando?

Scritto da , nella categoria Notizie e approfondimenti di Vinidellanima, Vitigni e vini

Pinot Nero del Friuli Venezia GiuliaC’è un vitigno e un vino del Friuli Venezia Giulia di cui poco si è sentito parlare, almeno sino a oggi, ma verso il quale c’è attenzione crescente da parte di alcuni produttori consapevoli del suo valore qualitativo. Sulla base di questa consapevolezza di recente è stato lanciato il progetto Rete d’Impresa “Pinot Nero FVG” costituita da cinque aziende (Masut da Rive, Russolo, Zorzettig, Castello di Spessa, Conte d’Attimis Maniago) per promuovere ad ampio raggio il pinot nero e le peculiarità del Friuli Venezia Giulia vitivinicolo. (altro…)

martedì

22

marzo 2016

Il Carso non ci sta. No alla doc Delle Venezie

Scritto da , nella categoria Notizie e approfondimenti di Vinidellanima

Il Carso non ci sta. No alla doc Delle Venezie per il pinot grigio

 

“Crediamo che una doc debba identificare zone simili per morfologia, storia, tradizioni, vini prodotti e qualità degli stessi. Oggi invece siamo alla pornografia delle doc create dal nulla per sostenere interessi economici di massa, che non premiano la qualità perseguita da tanti seri viticoltori”. Sono le parole di Matej Skerlj presidente dell’associazione viticoltori del Carso. Quest’ultimi hanno resa nota l’intenzione di non voler far parte della doc interregionale Delle Venezie per il pinot grigio. Diverse le motivazioni. Si tratta di una doc che raggruppa sotto un unico “cappello” zone che nulla hanno in comune, la cui qualità è fortemente disomogenea. (altro…)