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giovedì

11

ottobre 2012

Il frico o fricò friulano

Scritto da , nella categoria Friuli Venezia Giulia

"frico con patate"

Frico con patate

Il frico o fricò friulano, evoca la mia terra: il Friuli Venezia Giulia e ricordi lontani di una cucina economica alimentata a legna, che nonna Malvina utilizzava per cuocere le pietanze. Là il frico era realizzato in una padella di ferro con formaggio e patate, o sottile e croccante con solo formaggio.

L’origine del piatto

Per entrambi i piatti l’origine abbraccia la Carnia, tutta la fascia alpina e prealpina friulana e, probabilmente, anche le colline e la pianura. A Canale di Resia (siamo nella fascia delle Prealpi Giulie prossima alle Alpi) usano le uova a rendere il frico più morbido e lo chiamano sёr w ponöw o sёr tu-w pondvё (si lo so è una bella sfida la pronuncia), mentre al di là del confine orientale friulano, in Slavonia, il frico diventa ser ozvart o semplicemente friko.

La sua storia linguistica

Il frico, piatto della cucina popolare friulana, ha un nome con una storia linguistica complessa. Anzitutto verso la metà dell’Ottocento il termine in uso aveva l’accento sull’ultima vocale, fricò. Sebbene oggi  si utilizzi diffusamente il termine frico a indicare il noto piatto, fricò è senza dubbio parola friulana corretta. Tra la metà Ottocento e soprattutto nel Novecento la lingua italiana si è “intromessa” nel friulano parlato, oltreché in quello scritto (ma questo avveniva già da secoli) e si sa che in italiano le parole con l’accento sulla tonica finale sono rare! Sparisce dunque l’accento sulla “o” e in breve tempo questo accade anche nella lingua friulana.

La parola fricò è di origine francese

La parola fricò o friccò pare derivi dal francese fricot e indica un piatto di ortaggi cotti, esattamente come in Romagna dove il fricò o friccò è una pietanza di verdure miste tagliate a pezzi e cotte in padella. A Gubbio, invece,  il friccò è uno spezzatino di agnello, pollo e coniglio. Piatti diversi che hanno un comune denominatore nel ridurre a pezzi i diversi ingredienti.

In Italia  questo termine si è legato ad altri con la stessa radice: fricandò e fricassea. Il fricò romagnolo infatti viene chiamato anche fricandò di verdure. Il fricandò francese, invece, è un piatto di carne di vitello con cipolla sminuzzata e verdure, che al termine della cottura vengono passate al passaverdure per ottenerne un sughetto. La fricassea è una sorta di spezzatino di carne condita con una salsa di uova sbattute col limone.

Le sagre del frico in Friuli

In Friuli diverse sono le sagre dedicate al frico , quella di Canale di Resia,  di Fraelacco di Tricesimo a nord di Udine, di Carpacco a nord ovest di Udine, solo per citarne alcune.

"Sagre dal frico di Carpacco"

Sagre dal frico di Carpacco

La fonte

Se avete dimestichezza con la lingua friulana potete leggere il bellissimo articolo di Sandri Carrozzo “Frico: un plat furlan cuntun non di origjn foreste”, che ho qui sintetizzato, pubblicato nella Rivista di cultura del territorio Tiere furlane” n. 10

E ora in cucina!

A furia di scrivere di frico friulano un’acquolina si è fatta strada nello stomaco. La cucina mi aspetta…avete voglia di seguirmi?

"fetta frico di patate"

Fetta frico di patate

Per la ricetta del frico di patate (per gli amici inglesi frico recipe) la materia prima è la seguente:

Ingredienti

200 gr di patate

200 gr di formaggio Montasio di media stagionatura (vanno benissimo anche i ritagli di formaggio vaccino che avete in casa)

Olio extra v.o.

Sale

Procedimento

Dopo aver sbucciato le patate tagliatele a fettine sottili (potete utilizzare anche la grattugia con fori larghi per ridurre le patate). Mettetele in una padella antiaderente (se avete quella di ferro meglio) unta d’olio e fatele rosolare brevemente. Aggiungete il sale, un mestolo d’acqua e cuocete a fuoco lento. Rimestatele ogni tanto facendo attenzione che non si attacchino sul fondo della padella.

Quando le patate sono cotte, schiacciatele con una forchetta e aggiungete il formaggio Montasio tagliato a dadi. Mescolate l’insieme e lasciate che il cacio si sciolga e si amalgami. La fiamma deve essere al minimo, gradualmente si formerà una crosticina croccante mantenendo un’anima morbida all’interno. A quel punto potete girare il frico e far dorare l’altra parte (non è impresa facile per questo vi consiglio l’uso di padelle di piccole dimensioni). Godetevi questo frico quando ancora fumante, è una delizia!

 Il frico croccante

Ingredienti

200 gr di formaggio Montasio di stagionature diverse (massimo 6 mesi)

Procedimento

Grattugiate anche grossolanamente il formaggio. Lasciate scaldare lievemente una padellina antiaderente o di ferro, quindi coprite il fondo con 50 gr di formaggio che mano a mano si scioglie e diviene croccante. Il tempo di cottura è brevissimo, 1 minuto circa. Con una forchetta sollevate un lembo del frico e giratelo per farlo dorare.

Se volete dare al frico una forma a scodella ponetelo sopra un bicchiere piegando i lati verso il basso. In breve si raffredda e volendo potete riempirlo con una polentina tenera e fumante.

  • Un articolo unico

11 Commenti

  1. Rick
  2. Alberto
  3. Laura
    • Maria Cristina Pugnetti Cristina
  4. Nicoletta
    • Maria Cristina Pugnetti Cristina
  5. Cjargnel
    • Maria Cristina Pugnetti Cristina
  6. Marco
    • Maria Cristina Pugnetti Cristina

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