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lunedì

15

ottobre 2012

Il Refosco dal peduncolo rosso e gli altri Refoschi

Scritto da , nella categoria Vitigni e vini

"Refosco dal peduncolo rosso"

Refosco dal peduncolo rosso

Oggi vi voglio parlare dei Refoschi. Si si, quella dei Refoschi è una grande famiglia e se pensavate al Refosco dal peduncolo rosso come unica varietà esistente, ebbene non è così, ma prima…

Un po’ di storia

Il più conosciuto è quello dal peduncolo rosso coltivato prevalentemente in Friuli Venezia Giulia. Il nome Refosco (Refosc nella lingua friulana) deriva con ogni probabilità da Rap fosc ossia grappolo scuro. Il documento più antico che attesta la presenza di un Refosco è del 1452.

In verità lì si parla di Refosco maduro cioè un Refosco ottenuto da uve fatte appassire prima di essere vinificate. Se ne otteneva così un vino dolce, alcolico, molto pregiato, un “vino liquore”, così erano chiamati nel Settecento e Ottocento i vini di qualità pregiata. Oltre al Refosco dolce veniva prodotto anche un Refosco secco ossia privo di zuccheri, altrettanto pregiato. Proprio grazie alle sue peculiarità il Refosco riuscì ad emergere rispetto ai tanti vini terrani, intesi come vini “nostrani”, frutto di un miscuglio di uve diverse.

Il Refosco era impiegato inoltre come vino da taglio per migliorare la qualità dei vini “negri ordinari” destinati alla mensa  quotidiana. Nell’800 erano numerosi i vitigni che andavano sotto il nome Refosco grazie al gran prestigio di cui godeva il vino così denominato. Tanto che persino un vitigno proveniente dall’Ungheria fu battezzato “Refosco ungherese”.

Il nome Refosco dal peduncolo rosso emerge nel 1863 quando a Udine si tenne una “Mostra d’uve”. Prima di questa data con probabilità si nascondeva sotto la dicitura Refoschino, nome col quale è ancora noto in qualche paese del Friuli. Le malattie parassitarie che comparvero in Friuli a partire dalla metà ‘800 decimarono moltissime varietà tra cui il Refosco dal peduncolo rosso.

Arrivarono poi le varietà d’Oltralpe (i Cabernt, franc e sauvignon, Merlot, Pinot ecc) che in Friuli trovarono una seconda patria. Negli anni Sessanta e Settanta del ‘900 il Refosco dal peduncolo rosso era pressoché scomparso ritenuto non degno d’attenzione per quelle sue caratteristiche d’essere poco produttivo e tardivo nell’iniziare a fruttificare. Oggi, per fortuna, il Refosco dal peduncolo rosso, ma anche il Refosco Nostrano, è parte dell’eccellenza vitivinicola del Friuli Venezia Giulia.

Le varietà di Refosco oggi. Qualche curiosità

-Il principale, perché più coltivato, è il Refosco dal peduncolo rosso. Vicino geneticamente alla savoiarda Mondeuse, risulta imparentato anche con il Primitivo, il Terrano, la Corvina veronese (quella che si usa per produrre l’Amarone della Valpolicella) e il Pinot.

-Il Refosco Nostrano noto anche come “di Faedis” o di “Torreano” lo troviamo nella pedemontana orientale del Friuli.

-Il Refoscone coltivato un tempo nel cividalese e oggi scarsamente presente.

-Il Refosco gentile (o di Rauscedo) allevato a San Vito, Valvasone e S. Giorgio della Richinvelda (prov. di Pordenone)

-Il Refosco d’Istria che dà il celebre vino Terrano del Carso triestino.

-Il Refosco Guarnieri, di origine veneta, coltivato ancor oggi nella zona di Feltre in provincia di Belluno.

I luoghi del Refosco dal peduncolo rosso in Friuli Venezia Giulia

Sui colli a levante il Refosco dal peduncolo rosso è coltivato da Tarcento sino a Manzano passando per Cividale, Rocca Bernarda, Rosazzo, S. Giovanni al Natisone. Vale a dire la zona che corrisponde alla denominazione Colli Orientali del Friuli in provincia di Udine.

Lo troviamo nell’area delle grave del Friuli che comprende l’Alta pianura, tagliata verticalmente dal corso del fiume Tagliamento, e parte della Bassa, separate dalla linea delle risorgive.

Le zone che mano a mano conducono al mare caratterizzano la Bassa pianura. Sono Friuli Latisana, Friuli Annia e Friuli Aquileia, la viticoltura qui è la più antica della regione. Già durante l’Impero Romano da quest’ansa di Adriatico i vini, trasportati via mare, raggiungevano tutte  le località affacciate sul Mediterraneo.

"Scodovacca territorio del Refosco"

Scodovacca territorio del Refosco

Lungo il corso del fiume Isonzo, in provincia di Gorizia, l’area detritica è molto simile a quella delle Grave e ospita il Refosco dal peduncolo rosso.

Nel Carso, tra le province di Gorizia e Trieste. Luogo arido, ogni metro quadrato è sottratto a una natura avara. Questa è la patria del Terrano, della Malvasia, della Vitovska, ma viene coltivato anche qualche ettaro di Refosco dal peduncolo rosso.

Lison Pramaggiore è la zona condivisa con la regione Veneto. Molto simile per clima e terreni alle Grave del Friuli a destra del fiume Tagliamento, anche qui trova dimora il Refosco dal peduncolo rosso.

Il Vino

Il profilo organolettico del vino Refosco dal peduncolo rosso può essere molto diverso da zona a zona. Cambiano infatti le caratteristiche del suolo, sottosuolo e del clima a seconda dell’area considerata. Sui Colli Orientali del Friuli il clima è più mite e meno piovoso rispetto alla pedemontana e soprattutto le alture verso Rosazzo, Buttrio, Manzano e San Giovanni al Natisone godono dell’afflusso di correnti calde provenienti dal mare e della protezione delle montagne. Qui il vino esprime una struttura importante e spesso un grado alcolico elevato. Il colore di un bel rubino netto caratterizza la giovinezza del Refosco, profumi di mora selvatica e prugna secca e un sentore erbaceo mai sgraziato sono i suoi marcatori. Vini che vogliono un invecchiamento per esprimere tutte le loro potenzialità.

Nelle zone alluvionali delle Grave del Friuli e dell’Isonzo le condizioni pedo-climatiche danno vini meno strutturati, rispetto a quelli dei Colli Orientali, ma di spiccata personalità quando l’uva è gratificata dal calore del sole di fine estate. Per entrambe le aree è da verificarne la tenuta del vino nel tempo e le sue capacità evolutive.

La Bassa pianura friulana comprende tre denominazioni: Friuli Aquileia, Friuli Latisana e Friuli Annia. I vini sono sottolineati da un buon corpo, tannino e acidità e da una sapidità che testimonia la vicinanza del mare. Dove il terreno si fa più sabbioso i Refoschi sono caratterizzati da una sensazione morbida contrastata da un tannino lieve.

Per un maggiore approfondimento sul Refosco dal peduncolo rosso potete leggere il mio articolo “Refoscs Il principale è quello dal pecol ros, ma è in buona e deliziosa compagnia” pubblicato nella rivista di cultura del territorioTiere Furlane” n. 4

p.s.: l’immagine del grappolo di Refosco dal peduncolo rosso è tratta dal sito http://www.vivairauscedo.com/cloni/refosco.htm, mentre l’autore della fotografia “Scodovacca territorio del Refosco” è Enos Costantini.

 

4 Commenti

  1. Alberto
  2. Alberto
  3. Marco

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