VINI DELL'ANIMA

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mercoledì

24

ottobre 2012

La Ribolla gialla tra Friuli e colli sloveni

Scritto da , nella categoria Vitigni e vini

"Ribolla"

Ricordo ancor oggi gli assaggi di quello che credevo vino ed invece era poco più di mosto, torbido, spesso tiepido, dolce ma non stucchevole che i miei genitori erano soliti accompagnare alle castagne.

 

"Ribolla gialla e castagne"

Si preparano le castagne

 

Era, la Ribolla gialla, nettare che rallegrava le tranquille serate autunnali dei friulani, liquido odoroso che non era, e non è, solo filtrato dolce, ma vino secco, spesso vinificato in acciaio nel rispetto degli aromi varietali, che evocano la frutta bianca, una lieve florealità, ma soprattutto un grado alcolico discreto che ne facilita la beva, una struttura agile e un’acidità tagliente, alleata preziosa nel pulire la cavità orale da cibi untuosi. Proprio grazie alla sua acidità si presta ad essere spumantizzata dando un vino che nulla ha da invidiare al famosissimo Prosecco.

La Ribolla macerata

Non mancano interpretazioni diverse della Ribolla gialla per cui la possiamo trovare vinificata con le sue bucce che ne cambiano il profilo: colore più intenso, trama spessa, in cui non viene meno il taglio severo dell’acidità.

Nel Collio sloveno (Brda) e nella zona del Vipacco è proprio la macerazione il sistema tradizionalmente utilizzato per produrre la Ribolla.

In Romagna

In Romagna si produce un vino nelle tipologie secco dolce frizzante che a Rimini chiamano Ribolla, ma è più conosciuto come Pignoletto. Se quest’ultimo abbia somiglianze genetiche e/o morfologiche con la Ribolla friulana spetta agli esperti dare una risposta.

I terreni migliori e i luoghi vocati

I terreni migliori sono quelli aridi di arenaria sabbiosa di origine eocenica (tra 54 e 37 milioni di anni fa) stratificata a marna argillosa (detta ponca) con buona presenza di carbonato di calcio.

Se coltivata in pianura non da frutti apprezzabili, mentre i colli tra Cividale del Friuli e Gorizia solatii e ventilati sono i prediletti.

La Ribolla nella storia

Nel Medioevo venivano indicati il Collio/Brda, l’Istria e i Colli orientali del Friuli i luoghi più vocati alla coltura della Ribolla, nome diffuso nei documenti  di quell’evo ma il riferimento è al vino, non al vitigno.

L’anno  1823 battezza la comparsa certa del vitigno, grazie ad una descrizione ampelografica del conte Pietro di Maniago. Accadeva spesso in passato che varietà diverse fossero chiamate col nome di vini rinomati. È successo alla Ribolla, ma anche al Refosco e al Picolìt. Il nome di quest’ultimo si utilizzava per denominare il vino ottenuto da uva passita di Ribolla gialla, la quale era pigiata verso Natale ed il liquido così ricco era passato “di botticella in botticella anche per sette anni”.

Tale pratica probabilmente serviva ad illimpidire il vino passito separandolo dalla feccia, chiamata “mari o mare” in friulano, poi impiegata per un altro prodotto. In seguito veniva imbottigliato e gli zuccheri residui svolgevano, tra l’altro, il ruolo di conservanti ed il vino poteva essere trasportato da un luogo all’altro senza alterarsi.

I primi decenni del XX secolo la Ribolla era considerata varietà eccellente e la sua diffusione era incentivata, visto che il vivaio di Gagliano di Cividale innestava giovani piante su di una radice diversa, detta portainnesto, affinché la vite potesse ben adattarsi alle diverse condizioni di clima e terreno.

Il periodo di decadenza si manifestò dopo la seconda Guerra mondiale, quando altre varietà come Pinot grigio, Pinot bianco, Tocai, Merlot, Traminer, Riesling, provenienti da Francia e Germania, trovarono maggiori consensi.

Il successo dei vitigni internazionali catalizzò per un attimo anche i produttori del Collio sloveno, ma qui più che in Friuli confidarono nella Ribolla ed oggi è diffusa nelle aree che confinano con le colline in provincia di Udine e Gorizia come  Medana, Castel Dobro, San Martino, San Lorenzo, Quisca, Cerò, Visgnavicco, Vedrignano, Bigliana e Cosana.

Mentre in Slovenia convivono le due varietà di Ribolla, ossia quella gialla e la verde, più produttiva, nei colli friulani è coltivata prevalentemente la prima, ritenuta di qualità più pregiata.

p.s. l’immagine del grappolo di Ribolla gialla è tratta dal sito dell’azienda Radikon Stanislao

6 Commenti

  1. Giovanni
    • Maria Cristina Pugnetti Cristina
  2. Marco
    • Maria Cristina Pugnetti Cristina
  3. Paola
    • Maria Cristina Pugnetti Cristina

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