VINI DELL'ANIMA

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mercoledì

21

novembre 2012

Gaspare Buscemi e i Vini senza Tempo

Scritto da , nella categoria Le degustazioni

"Gaspare Buscemi-Eperienze e Braide 2010"

Concorderete che assaggiare vini è cosa quasi sempre piacevole, incontrare chi li ha prodotti è spesso la chiave per comprenderli, quei vini. Gaspare Buscemi è il “vinificatore artigiano”, come ama definirsi, che ho incontrato durante la recente manifestazione Ein Prosit a Malborghetto (Ud).

"Gaspare Buscemi"

Si forma presso la scuola di enologia di Conegliano, ove risiedeva con la famiglia e, all’inizio della sua carriera lavorativa, collabora con diverse aziende vitivinicole del Friuli. Verso i primi anni Settanta la decisione di fare da consulente alle piccole realtà vitivinicole del territorio friulano, mettendo a disposizione la cantina a quei viticoltori che avessero avuto bisogno di vinificare le proprie uve e di imbottigliare i propri vini.

Vini che Gaspare Buscemi definisce “Vini d’Artigianato”  per essere stati prodotti senza ricorrere a sostanze estranee al patrimonio qualitativo delle uve e limitando o, più di recente, escludendo l’uso di anidride solforosa; insomma vini le cui caratteristiche non sono replicabili attraverso gli artifici industriali.

Per dar conferma alle parole, l’incontro dal titolo “Vini senza tempo. La cultura dell’attesa” ha visto sul tavolo della degustazione un doppio confronto. Il primo, tra due vini fratelli per uvaggio, annata e lavorazione, distinti per l’addizione di anidride solforosa nel “Braide” e l’assenza della stessa nel vino Esperienze. Verduzzo friulano, la percentuale maggiore (50%), Pinot grigio, Chardonnay e Sauvignon sono le varietà impiegate.

"Gaspare Buscemi-Esperienze 2010 e Braide 2010"

La volontà di Gaspare Buscemi è dimostrare che l’uva sana porta con se tutte le sostanze che permettono al vino di conservarsi nel tempo senza dover fare ricorso all’anidride solforosa. E mentre il racconto si fa via via appassionante, assaggiamo il primo vino: Esperienze 2010. Oro limpidissimo, la scritta in etichetta “Non filtrato” non deve giustificare un vino torbido, aggiunge Buscemi. Il naso s’apre con i toni del confetto, burro mela renetta e un cocktail di canditi. È morbido in bocca, ha volume, s’allarga piano piano. Sarebbe perfetto se non si dileguasse prima d’essere inghiottito, ma la sfida, ovvero produrre un vino senza aggiungere solfiti all’imbottigliamento è vinta. Solo il trascorrere del tempo, di altro tempo, confermerà o meno la capacità del vino di auto proteggersi dalle ossidazioni.

"Gaspare Buscemi-Braide 2010"

L’esibizione del Braide 2010 è decisamente diversa già dal colore: oro più acceso. L’olfatto, dopo una iniziale gomma americana, schiude a un fluire di miele, cantuccio e balsamo, pera e una tenera fragolina di bosco. L’alcol è in agguato e corrompe questo susseguirsi di profumi. Sempre morbido in bocca e nonostante l’alcol sia misurato, con i suoi 11,5 gradi, non trova una pari struttura. Peccano un po’ questi vini in lunghezza e persistenza.

L’altro confronto  è tra due annate di vini frizzanti. Questi sono il risultato di un sistema di “spumantizzazione” artigiano, ovvero il vino è stato imbottigliato preservando un residuo zuccherino che, col favore della temperatura, viene fermentato in bottiglia dai lieviti ancora presenti, producendo anidride carbonica. Questa, rimane intrappolata all’interno formando la spuma del vino . Non c’è zucchero aggiunto dunque per creare il perlage del Perle d’Uva 2001 e 1991, frutto entrambi di più vitigni: Malvasia, Pinot grigio, Sauvignon e Chardonnay.

"Gaspare Buscemi-Perle d'Uva 2001 e 1991"

Il primo è stato sboccato nel 2009,  ha una bollicina finissima e continua. Il naso gioca tra sentori di mela cedro bastoncino di liquerizia. Fresco e gentile, persiste più con le sostanze sapide che con l’espressione aromatica.

Il 1991, sboccato nel 2005, è un bere gratificante, delicatamente profumato di finocchietto selvatico, erbe e fiori. Freschezza agrumata, saporoso, davvero un gran bel vino che non sfigurerebbe al confronto con tanti Champagne. Questi assaggi dan ragione a Gaspare  Buscemi, i suoi vini non cedono alle sfide dell’età, anzi più il tempo scorre più i vini pare acquistino in vitalità.

  • Un articolo unico

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