VINI DELL'ANIMA

Esperienza consapevole di vino e cibo.

lunedì

14

gennaio 2013

Il Vino Terrano, onesto e dalle virtù poco conosciute

Scritto da , nella categoria Le degustazioni

"Terrano- Azienda Castelvecchio"

Se devo riassumere il Carso con quattro parole, quasi uno slogan, mi viene in mente: roccia vento acqua sole. Dall’autostrada, quella che da Venezia va verso Gorizia e Trieste, il Carso appare ruvido e scontroso, roccia calcarea interrotta da cespugli di vegetazione, roccia che a momenti diventa un muro a strapiombo nell’Adriatico e terra rossa ricca di ferro.

Il vento è la bora che soffia da est e nord-est sino al mare. L’acqua, invece, scompare dal cielo negli abissi delle foibe del Carso per accumularsi, alle volte, sotto la superficie in bacini d’acqua. Questa è una risorsa preziosa a cui attingere quando durante l’estate scarseggia e le viti andrebbero in stress idrico in assenza.

Alla terra carsolina si legano vini che meritano attenzione e un palato disponibile se alla bocca portiamo un vino come il Terrano, che ricordiamo fa parte della grande famiglia dei Refoschi. Ebbene l’asprezza del Terrano è quasi sfacciata e può spiazzare se non la si conosce. Di un assaggio mattutino di Terrano vi voglio raccontare e il vino è quello dell’azienda Castelvecchio ubicata in una porzione di Carso in provincia di Gorizia, esattamente a Sagrado.

Questo Terrano è già bello dal colore violaceo che sfuma a un rosso peonia luminoso. Ha in se l’odore del sasso e di frutti rossi aciduli. Nel suo essere ferroso riassume il legame con la terra che lo ha generato. L’acidità è spiccata e il tannino garbato così da rendere la beva succosa."vino Terrano Azienda Castelvecchio"

Il vino Terrano di Castelvecchio, annata 2011, è volutamente proposto giovane. Dopo la vendemmia, raspo e vinaccioli sono allontanati dal mosto per non estrarre tannini poco nobili che andrebbero a sommarsi a quelli naturalmente ruvidi della buccia. Da quest’ultima e per circa dieci giorni il succo assorbe il colore e si attiva la fermentazione alcolica. Tutta la lavorazione avviene in acciaio. Quando il liquido è divenuto vino viene separato dagli elementi solidi per successivi travasi e dopo sei mesi è posto in vendita.

Il Terrano può risultare azzeccato col cotechino per via della collosità di quest’ultimo e dell’acidità del primo che restituisce una bocca integra e pulita capace di affrontare il boccone successivo. La freschezza marina e la mineralità ferrosa lo rendono disponibile anche con piatti di pesce cucinati al forno.

E voi quali abbinamenti proponete o avete sperimentato con questo vino? Se di Terrano non avevate mai sentito parlare prima o quasi, provatelo! Anche degli scontrosi ci si può innamorare, garantito.

2 Commenti

  1. Saverio
    • Maria Cristina Pugnetti Cristina

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