VINI DELL'ANIMA

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giovedì

28

marzo 2013

Prosecco sgomberiamo il campo dalla fanfaluca

Scritto da , nella categoria Vitigni e vini

"Prosecco"

Sgomberiamo il campo dalla solita fanfaluca sul Prosecco. Non si tratta del vino Pùcino trincato dall’imperatrice Livia e citato da Plinio nella Naturalis Historia. Pùcino era il nome di una località, probabilmente Duino, luogo della costa adriatica e famoso per il suo castello non distante da Trieste.

Il nome del vino Prosecco si ritiene derivi dalla località medesima, frazione del comune di Trieste e il toponimo ha una prima attestazione nel 1311 in cui si parla di una vigna: “vinea Muchor de Prosecho”. Il termine Prosecho pare italiano, in realtà deriva dallo slavo antico “prosěkŭ”, col significato di zona disboscata.

La prima citazione scritta del vino Prosecco è del Seicento e si deve al conte poeta Ermes di Colloredo, che lo definì vanto friulano. La storia del Prosecco in Friuli è più antica rispetto a quella del Veneto. Qui il vitigno Prosecco arrivò verso la fine del Settecento, con ogni probabilità dal Friuli, e dopo circa centocinquanta anni raggiunse fama e successo.

Sicure sono due cose: il vino veneto deve il suo nome al paese di Prosecco ove un vino col medesimo nome acquisì fama e prestigio per via della sua eccelsa qualità, ed anche i vitigni che formano il vino, oggi come un tempo, portano il nome di quella località che sorge in provincia di Trieste, Prosecco appunto!

Inoltre questi medesimi vitigni (Prosecco lungo e Prosecco tondo, varietà distinte ma molto simili dal punto di vista morfologico) si identificano con la Glera friulana. Capita, e non di rado, che vitigni sottovalutati o abbandonati in patria trovino in altro luogo il loro successo. È il caso del Prosecco in Veneto!

 

PS. Suggerisco la lettura dell’articolo “chel Prossec cu plâs a Tite e a Cec…” di Enos Costantini pubblicato su Tiere Furlane n. 3  (documento pdf liberamnete scaricabile) per una storia esaustiva sul Prosecco in Friuli e non solo.

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