VINI DELL'ANIMA

Esperienza consapevole di vino e cibo.

mercoledì

24

aprile 2013

L’Azienda Bonavita Faro Superiore. Il Vino e l’impegno

Scritto da , nella categoria Cantine da raccontare

"Faro Superiore - vigneto Bonavita"

Durante le fiere dedicate al vino sempre più spesso mi accade di conoscere giovani vignaioli che “investono nella terra”. Nessun timore di sporcarsi le mani e far fruttare l’appezzamento anche di pochissimi ettari, alle volte eredità della famiglia. Così è la storia di Giovanni Scarfone titolare dell’azienda Bonavita a Faro Superiore, in Sicilia. Faro è una Doc davvero piccola, nell’estremo lembo a oriente di terra siciliana, dove Tirreno e Ionio si confondono, sopra lo stretto di Messina. Fare il viticoltore nella sua terra, questo è il suo desiderio e Giovanni lo fa dal 2004, quando rientra a Faro da Bologna dopo aver conseguito la laurea in Agraria. Coltiva due ettari e mezzo di vigna in collina ove sono presenti solo varietà autoctone: i Nerelli, Mascalese e Capuccio, e il Nocera. In parte viti giovani e in parte piante di età ragguardevole, sessant’anni su terreni misti di argilla e tufo calcareo. Due sono i vini prodotti: il Faro Bonavita Rosso e il Bonavita Rosato IGT.

"Suolo e vite a Faro Superiore - Faro Bonavita"

Nel raccontare la sua storia Giovanni non nasconde la profonda gratitudine nei confronti dei genitori, Emanuela e Carmelo, che lo hanno supportato in questa scelta, ché quando i numeri di bottiglie prodotte sono contenuti, 7500 in tutto nel 2012, ciò che incassi deve essere reinvestito tra vigna e cantina!

Qui l’approccio è quello di sempre: naturale! Sebbene a questa parola siano attribuiti significati più o meno restrittivi, per Giovanni naturale significa operare nel rispetto dell’ambiente, assecondando le esigenze della vite durante l’arco dell’anno e lasciare poi che i lieviti, naturalmente presenti in campagna e in cantina, attuino la trasformazione del succo in vino.

"Macerazione a Faro Superiore - azienda Bonavita"

 È così che il vino sarà espressione di un territorio e delle varietà che in esso confluiscono. Nerelli e Nocera maturano in tempi simili, tra metà settembre e metà ottobre, questo consente di raccoglierli e vinificarli assieme.

Per il Faro Bonavita Rosso il contatto tra bucce e mosto avviene in vasche d’acciaio per almeno due settimane, movimentando di frequente la massa per poi procedere a una soffice pressatura col torchio manuale. Tonneaux e barrique non nuove ospitano il vino per quattordici-diciotto mesi prima di essere imbottigliato.

"Bonavita Faro 2009"

 

Il Bonavita Rosato è frutto di un giorno di macerazione in acciaio dove fermenta. Successivamente ai travasi e ai sei-sette mesi di riposo, sempre in acciaio, il rosato viene imbottigliato. E di quest’ultimo vi voglio accennare, ché il Rosso è ben noto per il suo fare elegante. Il Bonavita Rosato che ho assaggiato è il 2012. Bisogna resistergli, perché la tentazione già nel colore marasca e nel profumo di berlo in un attimo, ti coglie. La bocca è piena, netta e fresca, aromatica, dotata del necessario calore e con tannino vivo ma mai sfacciato. Succoso e persistente con quell’odore di ciliegia che da al fiato.

"Bonavita Rosato 2012"

4 Commenti

  1. Enrico
    • Maria Cristina Pugnetti Maria Cristina Pugnetti

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