VINI DELL'ANIMA

Esperienza consapevole di vino e cibo.

martedì

14

maggio 2013

Fragole a maggio…buone come a dicembre!

Scritto da , nella categoria Dolci al cucchiaio, Vino e cibo a tavola

"Fragole"

“Il frutto non è buon, fuor di stagione” recita un proverbio del cinquecento, e questo è chiaro a tutti, ma le fragole a maggio non sono un fuori tempo, anzi! Grandi come noci o poco meno, rosse come il fuoco mi riportano in bocca l’acquolina per una coppa di fragole gustata a Nemi borgo sui colli Albani a qualche decina di chilometri da Roma. Quelle però erano fragoline della dimensione di un rubino profumatissime e dalla dolcezza estrema. Non è così per la maggior parte di quelle che si trovano sul mercato, promettenti alla vista il sapore spesso delude. La dolcezza è solo accennata tant’è che la rinforziamo con abbondante zucchero, come facevano sulle tavole barocche, ma allora lo zucchero era utilizzato a tutto pasto.

Ahimè le fragole mi piacciono comunque e neanche trascurabili sono le loro proprietà: antiossidanti, un discreto contenuto in vitamina C, antirughe, anticellulite, sbiancanti per i denti grazie al contenuto in xilitolo.

Decido, le inserisco quale ingrediente di una ricetta! Ebbene prendete sei uova e dividete il rosso dall’albume, al primo amalgamate duecento grammi di zucchero e quattrocento di mascarpone. Con l’aiuto di una forchetta valorosa e bicipite brachiale palestrato mischiate e montate fino a ottenere una crema omogenea.

Ora, da cinquecento grammi di fragole, sciacquate per benino e private del verde picciolo, dovete ottenere una salsa. Frullatele a dovere, aggiungete acqua e zucchero quanto basta affinché la consistenza sia quella di un sugo e la dolcezza in armonia con l’acidità naturale delle fragole. Se l’avete mezzo bicchierino di liquore alle ciliegie darà vigore al vostro dolce, perché di questo si tratta, non l’avevate capito?

"Tiramisù alle fragole" L’albume con un pizzico di sale va “montato a neve soda e lucida” (se non potete evitarlo utilizzate lo sbattitore elettrico). Accorpatelo alla crema a cucchiaiate, con gesti dal basso verso l’alto, ritmi lenti e ripetitivi, ma essenziali per formare un insieme unico. Imbevete biscotti savoiardi nella salsa di fragole e disponeteli l’uno accanto all’altro in un piatto ingordo.

Al di sopra sparpagliate qualche manciata di fragole smozzicate prima di ammantare con la crema. Procedete così formando uno strato sull’altro e a finire disperdete qua e là altre fragole senza economia ché il cibo è piacere dell’esistenza fisica!

p.s. il bevitore errante può accompagnare questo dolce, che chiamano tiramisù, con il vino Brachetto d’Acqui o, rimanendo sempre in Piemonte, con una Malvasia di Casorzo!

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