VINI DELL'ANIMA

Esperienza consapevole di vino e cibo.

venerdì

12

luglio 2013

Abbinamento cibo vino, ma quel cibo con quel vino che ci azzecca?

Scritto da , nella categoria Vino e cibo a tavola

"Abbinamento cibo vino"

Nello stomaco e in pancia finiscono cibi ma anche bevande e se quest’ultime sono vino, magari ottimo vino, ma che nulla ci azzecca con quel cibo, ecco che la bontà dell’uno e dell’altro ne viene mortificata. Non di rado provo a riprodurre ricette tratte da giornali o dal web in cui sono suggeriti i vini in abbinamento, ma spesso, almeno questa è la mia esperienza, l’unione risulta assolutamente infelice. Il motivo forse sta nel fatto che non basta conoscere le caratteristiche del vino, ma è necessario che cibo e liquido s’incontrino per comprendere come e se l’uno esalta l’altro, o se si compensano o si annullano a vicenda, o se uno sovrasta l’altro. Mi son messa dunque ai fornelli, ho assaggiato vini ho abbinato cibo e vino e questo è quel che ne è risultato.

Ho preparato due piatti, calamari e uno molto estivo che si può gustare anche freddo: melanzane fritte. Ho utilizzato quelle dolci a striature viola sovrapposto mozzarella vaccina tagliata a fette e a guarnire una salsa di pomodorini dolci, e di questa abbondate pure!

Melanzana fritta e mozzarella

I vegetali sono molto disponibili a incontrare il vino se sono vegetali dolci, come nel nostro caso. La frittura deve dorare la melanzana senza cadere in bruciature che hanno gusto amaro. Questo andrebbe a sommarsi alla sensazione amarognola del vino che si percepisce sul finire della cavità orale.

Il piatto possiede una delicatezza gustativa fondata sull’equilibrio tra scia di dolcezza della melanzana enfatizzata dal fritto e acidità di mozzarella e salsa. Questa piacevole sensazione può trasformarsi in sgradevole con il vino sbagliato. Un vino bianco delicato come la Falanghina del Sannio, fresca e persistente ha saputo tenere a bada l’unto del fritto in bocca, mentre l’acidità ha accompagnato e chiuso con pulizia cristallina la cavità orale.

Calamaro

Piacevole è risultato anche l’accostamento col calamaro tagliato a rondelle e scottato in padella antiaderente con olio extra vergine d’oliva e sale. La Falanghina ha esaltato la sensazione marina del cefalopode accogliendo anche la tenacità della fibra. Sul finire del sorso una gratificante chiusura ammandorlata.

Qual’è la vostra opinione sull’abbinamento proposto, voi quali vini consigliereste per questi due piatti?

Nel prossimo articolo mi concentrerò su Verdicchio dei Castelli di Jesi!

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