VINI DELL'ANIMA

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mercoledì

21

maggio 2014

Verduzzo Motta successo oblio rinascita

Scritto da , nella categoria Le degustazioni, Vitigni e vini

"Verduzzo Motta"

 

L’appuntamento col Verduzzo Motta e trevigiano mi era sembrato subito una opportunità interessante per conoscere un vitigno la cui storia può essere riassunta in successo oblio e rinascita. La serata si è svolta a Malintrada di Motta di Livenza cuore del Verduzzo biotipo Motta da non confondere con quello friulano, giallo o verde, o con quello trevigiano, ché sebbene quest’ultimo abbia lo stesso DNA del primo, il Verduzzo Motta evidenzia un grappolo sostanzialmente diverso dal trevigiano.

Il nome è curiosamente simile a altre varietà italiane (Verdiso, Verdicchio…) a sottolineare il colore degli acini tendenzialmente verde anche a maturazione. Il giornalista enogastronomo Gianpiero Rorato che al Verduzzo Motta ha dedicato un libro “Il Verduzzo. Recupero del biotipo Motta (S. Cancellier, E. Michelet, G. Rorato)” ha riferito che la prima citazione scritta di questo vitigno risale al 1880 e la si deve  a Lepido Rocco – studioso mottense –  il quale attribuiva ai signori Ancilotto, con villa di campagna a Villanova di Motta, il merito d’aver introdotto nelle loro proprietà tale Verduzzo, importato dalla Sardegna, ma chiamato dai proprietari Verduzzo Motta.

Insieme al tocai friulano (ora Friulano) era il vino bianco più diffuso fino all’arrivo verso la metà dell’Ottocento delle principali ampelopatie (Oidio Peronospora e Fillossera) che decimarono la marca trevigiana, così come moltissimi altri luoghi. Il sopraggiungere poi di vitigni francesi (pinot grigio, sauvignon, cabernet, chardonnay) il loro successo quasi immediato e le due guerre mondiali ne decretò la quasi scomparsa.

Solo negli anni ’30 del secolo scorso iniziò la messa a dimora di nuovi vigneti seguendo le indicazioni dell’Istituto sperimentale di Viticoltura e Enologia di Conegliano. Il nome Verduzzo trevigiano cominciò ad essere utilizzato a partire dagli anni ’60 del ‘900 e difatto si sostituì alla denominazione Verduzzo Motta (o di Motta) nome con cui veniva chiamato il vitigno anche nella sinistra del fiume Piave.

Il Verduzzo Motta ricompare circa dieci anni fa quando individuato in un vecchio vigneto che stava per essere estirpato si decise di avviare un progetto di recupero di questo biotipo. Fondamentale la collaborazione tra la Cooperativa alto Livenza e l’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano che ha permesso di identificare vecchi biotipi di Verduzzo Motta. Nel progetto sono stati coinvolti anche i Vavai Rauscedo per la moltiplicaizone delle gemme, piantate in tre aziende “pionieristiche”, Veneto Agricoltura che si è occupato della vinificazione, mentre il Consorzio Vini Venezia ha delineato i protocolli di vinificazione. Oggi sono complessivamente otto le aziende agricole che stanno portando avanti il progetto Verduzzo Motta, uno sforzo iniziato pochi anni or sono che però ha permesso di meglio comprendere quali tipologie di vino possono valorizzare questa varietà.

"Blog presenti alla serata Verduzzo Motta e trevigiano"

Blog presenti alla serata Verduzzo Motta e trevigiano

 

Sei i vini degustati alla cieca, per scelta non è stato comunicato il nome dei produttori corrispondente a ciascun vino:

1 metodo Charmat extra dry annata 2013 due mesi sui lieviti (Verduzzo Motta)

1 metodo classico brut vendemmia 2009 30 mesi sui lieviti sboccatura febbraio 2013 (Verduzzo trevigiano)

1 vino fermo ottenuto da macerazione a freddo sulle bucce annata 2013 (Verduzzo Motta)

1 vino prodotto in ossidazione solo inox annata 2007 (Verduzzo Motta)

1vino prodotto in barrique nuove maturazione per 30 mesi annata 2000 (Verduzzo trevigiano)

1 vino passito ottenuto con appassimento in vigna e in fruttaio. L’annata è la 2013; si è trattato di un’anteprima, il vino sarà imbottigliato solo tra minimo 12 mesi (Verduzzo Motta)

Brevi considerazioni sui vini assaggiati

Il primo e l’ultimo vino hanno messo in evidenza che il residuo zuccherino giova al Verduzzo Motta sia all’olfatto che in bocca, contribuendo tra l’altro a sostenere i profumi e a dare struttura.

In generale le versioni secche ma anche il metodo classico sono risultate meno convincenti. L’impressione è che meno si “elabora” il Verduzzo, Motta o trevigiano, migliori sono i risultati che si possono ottenere.

Ad accompagnare il vino l’assaggio di tre formaggi del territorio: la Casatella  Dop trevigiana, il Bastardo del Grappa da latte di vacca burlina e il Montasio prodotto nel Gran Cansiglio a 600 metri sul livello del mare. Al formaggio è stato accostato pane, buonissimo, del panifico Finotto: da frumento varietà Mentana Piave, ricco in proteine, uso di lievito madre e olio extra vergine d’oliva di Cappella Maggiore – prov di Treviso – che ha alto contenuto in polifenoli; pane di grano duro ottenuto sempre con lievito madre, e aggiunta di olio pugliese; il terzo pane è stato prodotto da semi italiani, Bologna e Marzotto, macinati a pietra con l’aggiunta di noci Lara. L’ultimo pane è stato realizzato con l’aggiunta di vitamine, farina di segale e pochissima farina 0.

La collaborazione tra gli otto produttori di Verduzzo biotipo Motta è cosa seria ché il desiderio di fare il vino e farlo bene e sempre meglio è l’obbiettivo del prossimo futuro. Attendiamo fiduciosi gli sviluppi di questa nuova realtà.

 

PS: un grazie particolare va a Annie Martin-Stefanatto per il gran lavoro svolto nell’organizzare tale serata.

 

Gli 8 produttori di Verduzzo biotipo Motta

CAPO DI VIGNA LUNARDELLI Via P. Molmenti 64 – Villanova di Motta di Livenza 0422 863828

CESCON Giuseppe e Antonellavia Tabacchi, 45 – Chiarano 3475421195

FURLAN Giuliano via del Tocai , 27 – Malintrada di Motta di Livenza 3495133242

MARCUZZO ROBERTO & FIGLI SS 22, Via Guietta – Malintrada di Motta di Livenza 0422 860021

RIGONI Giuseppe via Malintrada, 9 – Malintrada di Motta i Livenza 0422 860872

RUSALEN Franco via Monticano Nuovo, 28 – Motta di Livenza  3487926738

TOMMASINI via del Tocai ,16 – Malintrada di Motta di Livenza 0422 863034

VIGNE PIANE 0422 863828

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