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venerdì

24

ottobre 2014

Il Sauvignon del Friuli Venezia Giulia nel panorama viticolo mondiale

Scritto da , nella categoria Notizie e approfondimenti di Vinidellanima, Vitigni e vini

"Sauvignon"

Nel mondo ci sono 110 mila ettari coltivati a Sauvignon. Francia e Nuova Zelanda detengono la maggior superficie dedicata a questa varietà. 25 mila ettari la prima 16 mila la seconda, paesi come l’Australia Sud Africa Cile California hanno circa 5000 ettari, mentre l’Italia ne ha 3500. Di questi più di 1500 ettari si trovano in Friuli Venezia Giulia (perlopiù nel Collio e Colli Orientali).

In questa regione da circa un decennio è stato avviato il Progetto Sauvignon, promosso dall’agronomo Giovanni Bigot, caratterizzato da tre fasi distinte. La prima ha visto il collegamento con realtà scientifiche internazionali al fine di condividere conoscenze e esperienze sul Sauvignon e applicarle nei vigneti del Friuli Venezia Giulia. Nella seconda sono state monitorate le vigne di quelle aziende dei colli orientali del Friuli che partecipano al Progetto, per comprendere come il Sauvignon reagisce nei diversi ambienti e nelle diverse situazioni climatiche. All’osservazione organizzata è seguita la fase di ragionamento, fondamentale al fine di poter dare indicazioni colturali valide ai viticoltori.

I Sauvignon francesi sono riconoscibili per la mineralità spiccata, quelli neozelandesi per le note “green” (vale a dire note di asparago, peperone, fava, ortica, bosso, eucalipto, ginestra, foglia di pomodoro, rabarbaro, ribes bianco, asparago cotto). Nel panorama vitivinicolo mondiale il Friuli Venezia Giulia è o può diventare zona riconoscibile per questa varietà? La risposta si sta via via delineando e il Progetto è un contributo in questo senso. I risultati ottenuti dopo due lustri di lavoro sono confortanti, perché di fatto il Sauvignon ha incrementato la sua qualità media. Ne sono una prova i molti riconoscimenti a livello nazionale delle guide di settore, che nell’arco di 15 anni hanno premiato più di un centinaio di Sauvignon del Friuli Venezia Giulia, subito dopo c’è l’Alto Adige. A questi si aggiungono i premi assegnati a 7 aziende friulane durante il Concorso Mondiale del Sauvignon 2014 a Bordeaux, 4 medaglie d’oro tra cui un Trofeo Speciale e 3 medaglie d’argento. Un feedback importante considerato che 5 aziende premiate su 7 partecipano al Progetto.

Quali i fattori che influenzano l’aromaticità del Sauvignon e che possono tipicizzarlo?

– Anzitutto il terroir, termine francese che comprende più elementi vale a dire suolo sottosuolo esposizione del vigneto clima (quello del Friuli Venezia Giulia è piovoso, 1000/1600 mm annui, simile alla Loira; ha una temperatura media di 18°-18,5° C e una escursione termica di 10-12°C importantissima per l’accumulo di sostanze aromatiche) e, non ultime, le scelte dell’uomo;

– il portainnesto, la cui scelta dipende dal tipo di terreno;

– le pratiche colturali, molto importante è stato capire come gestire la chioma della vite;

– il clone, come suggerisce la parola stessa, essendo sempre uguale a sé stesso non può essere unico poiché ridurrebbe la variabilità;

– i lieviti, che possono essere indigeni o selezionati.

– Inoltre, sapere che alcune frazioni aromatiche sono presenti prevalentemente nella buccia, altre nella polpa altre ancora un po’ nell’una un po’ nell’altra è tutt’altro che banale, perché permette di stabilire a priori, cioè di programmare, che tipo di Sauvignon vogliamo ottenere. Se maceriamo si estraggono aromi che albergano nella buccia, diversamente avremo solo aromi della polpa.

Diversi sono i descrittori riscontrabili e riconoscibili nel Sauvignon friulano. Sentori di peperone asparago foglia di pomodoro…, si ritrovano soprattutto nelle zone a clima freddo, e sono riconducibili alle pirazine, stabili nel tempo e poco ossidabili, contribuiscono cioè all’aroma di lungo periodo. Altra categoria di aromi che si attivano durante la fermentazione sono i tioli, danno sentori che ricordano la ginestra, il bosso noto come aroma di pipì di gatto, profumi agrumati come il pompelmo rosa, il frutto della passione, pesca bianca fiore d’acacia e di sambuco.

Quest’ultimo, arbusto che non cresce ovunque, è un descrittore che spesso si riscontra nei Sauvignon friulani, un gradevole aroma che tipicizza il vino esattamente come la freschezza data dalla combinazione degli acidi e la sempre presente e piacevole sapidità.

Il legame tra le caratteristiche intrinseche della varietà e quelle che tipicizzano  il Sauvignon del Friuli Venezia Giulia è una realtà che va consolidata nel tempo mettendo in rilievo, anche a livello di comunicazione, le peculiarità del vino friulano.

2 Commenti

  1. Maria Cristina Pugnetti Cristina

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