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venerdì

7

agosto 2015

Perché il Friuli è associato alla Borgogna?

Scritto da , nella categoria Notizie e approfondimenti di Vinidellanima

Perché il Friuli è associato alla Borgogna?

Il Friuli vitivinicolo viene alle volte denominato “piccola Borgogna”. Perché mai? La risposta ha un preciso legame con la storia. Era il 1747 quando il conte Lodovico Bertoli pubblicò a Venezia un volume, poco più di 80 pagine, intitolato “Le vigne ed il vino di Borgogna in Friuli”. Siamo nel ‘700 il secolo in cui il Friuli, ma anche il resto d’Europa, prende coscienza dell’importanza della qualità del vino.

La Chiesa è più tollerante nei riguardi del piacere dato dal liquido enoico e l’aristocrazia ostenta il consumo del vino di qualità come segno di distinzione rispetto alla borghesia. Inoltre, se nei secoli precedenti si era data maggiore importanza al vino come alimento e farmaco, ora l’attenzione si sposta dallo stomaco alla bocca e al naso.

Perché il Bertoli diede un tal titolo al suo libro!

La nobiltà terriera friulana, anche la famiglia Bertoli aveva possedimenti, era consapevole dei cambiamenti in atto, e in quanto produttrice di vino era sensibile alle influenze del mercato. Il Bertoli fu il primo a esprimere concretamente la volontà di un rinnovamento attraverso un nuovo sistema colturale. La Borgogna era già a quei tempi fonte d’ispirazione e obiettivo da raggiungere, eloquentemente espressi dal titolo del volumetto. La qualità del vino di Borgogna era così elevata che Antonio Zanon (imprenditore friulano) parla di “vero fanatismo” per quel vino, che raggiungeva prezzi assai elevati.

Il Bertoli fu motivato al rinnovamento dalla prospettiva di un positivo risultato economico, incoraggiato dalla constatazione di una similarità delle condizioni naturali del Friuli rispetto a quelle della Borgogna: terreni affini, almeno alcune parti della regione, quasi la stessa latitudine e anche il clima è simile. Le condizioni per produrre ottimi vini sembravano esserci tutte e oltre al tornaconto personale il Bertoli si dimostrò incline a giovare all’agricoltura friulana. Tentò infatti di scuotere i proprietari terrieri ancorati a un costume che reputava <<troppo abbjetta>> l’attività vitivinicola. Se la Francia era “sollecitissima” al proprio utile, i friulani “trascuratissimi”.

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