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mercoledì

9

dicembre 2015

Montalcino fa sistema e diventa distretto Bio

Scritto da , nella categoria Flash News

Montalcino Distretto Bio

47 aziende tra agricoltori, produttori del noto Brunello di Montalcino, ma anche un farmacista un architetto un macellaio e il proprietario della più grande enoteca della cittadina, Bruno Dalmazio, hanno firmato una carta giuridicamente vincolante per sostenere e promuovere in modo collettivo la biodiversità e responsabilità ambientale.

“Chi si reca a Montalcino richiede sempre più prodotti biologici o comunque a basso impatto ambientale e di alta qualità, indipendentemente che si tratti di vino, olio, miele o biscotti appena sfornati, ha affermato Dalmazio alla nota rivista Decanter! Il Biodistretto di Montalcino offre la possibilità di incrementare la qualità dei prodotti attraverso un sistema collettivo di trattamento dei parassiti e delle malattie della vite, anziché iniziative individuali, e i commercianti locali come me – ha aggiunto – possono utilizzare le risorse naturali in modo più sostenibile.

Primo promotore di questa iniziativa è stato il conte Francesco Marone Cinzano, di Col d’Orcia, che possiede il più grande vigneto biologico certificato di Montalcino con 147 ettari.

“Montalcino è il più grande comune in termini di superficie della provincia di Siena, con 24.000 ettari, ma solo 3500 sono vitati. Ciò sottolinea la “biodiversità” di questa regione vitivinicola, ha commentato il conte. Ora abbiamo un obiettivo realistico affinché Montalcino e il territorio circostante diventi ancora più ricco in biodiversità, mantenendo la sostenibilità economica”.

Già nel 2012 era stato creato il primo Biodistretto della Toscana, nel comune di Greve in Chianti, nell’area del Chianti Classico.

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