VINI DELL'ANIMA

Esperienza consapevole di vino e cibo.

venerdì

11

marzo 2016

A che punto sta la Rosé Revolution del nuovo Chiaretto?

Scritto da , nella categoria Le degustazioni

Anteprima Lazise

Era una plumbea mattina di marzo di quelle che promettono pioggia, viaggiavamo verso Lazise, piccolo borgo sulla sponda veronese del lago di Garda, per l’anteprima dedicata ai vini Bardolino Chiaretto e Lugana. Neanche il vento del Garda era riuscito a fermare l’avanzata della nebbia sicché lago e cielo si confondevano. Solo nelle prime ore del pomeriggio la luce del sole illuminava il paesaggio favoloso. All’interno della Dogana Veneta c’era folla di giornalisti, blogger, semplici appassionati, uomini e donne ad assaggiare l’ultima annata, la 2015, ma anche la 2014 e il millesimo 2011 del Lugana riserva. 300 i vini in degustazione, troppi avendo una sola giornata a disposizione. Chiaretto e Lugana hanno calamitato la nostra attenzione.

A che punto stava quella Rosé Revolution iniziata l’anno scorso per un nuovo stile del Chiaretto?

Il suo colore, dal rosa confetto, ai lampi ramati, alla ciliegia scarica, è stimolante e evocativo, richiama i colori della primavera, non puoi rimanerne estraneo! Prodotto con Corvina Rondinella Molinara, qualcuno osa con piccole percentuali di cabernet, ma non è detto che tutte siano presenti e anche le proporzioni possono essere diverse. In ogni caso l’annata calda non ha depresso la freschezza che anzi è parte importante della beva insieme alla sapidità. Solo l’espressione olfattiva e gusto olfattiva sono sembrate un po’ omologate, gli agrumi sono il comune denominatore dei vini assaggiati, raramente hanno fatto capolino quelle bellissime sfumature di lychees, fragolina di bosco… sentite nei campioni frutto d’uva un po’ più matura. In alcuni casi, non molti in verità, si percepiva netto il residuo zuccherino.

Certo è che il Chiaretto attrae se le bottiglie vendute negli ultimi sei anni sono più che raddoppiate sino a raggiungere i 10 milioni. Questo successo ha indotto il Consorzio di Tutela a avviare un cambio di rotta tra Chiaretto e Bardolino portando il primo dal 33% al 66%. Il Bardolino invece ha un’altra missione, farsi interprete fedele delle peculiarità di ciascuna delle tre aree storiche del territorio. Territorio formato dall’accumulo di terra e detriti depositati dai ghiacciai nella loro corsa verso il mare, formando colline moreniche più o meno recenti, alte e ripide a nord-est del lago più basse a sud-ovest.

Il Lugana

Proprio tra l’entroterra collinare e la riva a mezzogiorno del lago, tra Lombardia e Veneto, viene allevato il Lugana (Turbiana è il nome del vitigno). Terreni argillosi e pesanti che diventano fango quando piove e terra durissima nei periodi di siccità. È uno dei bianchi italiani di gran personalità, grintoso, capace di gratificare la beva quando giovane, entusiasmare col trascorrere del tempo. L’acidità, spesso tagliente, ne sostiene un lungo invecchiamento. E poi la sensazione minerale, di sasso e terra, la sapidità che lo avvinghia alla lingua sino al fin di bocca. Solo la sfericità di alcuni vini (per zuccheri residui) ha suscitato perplessità, ché se è vero che il mercato la richiede, rischia di banalizzare l’assaggio!

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