VINI DELL'ANIMA

Esperienza consapevole di vino e cibo.

Poeti e poesie Archivio

mercoledì

6

maggio 2015

Il Picolìt del Terremoto

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"Il Picolìt del Terremoto"

Signore

mi dolgono stasera i miei paesi…

Dove sei Gemona,

fanciulla ridente, occhi di seta,

neri capelli inghirlandati d’acacia,

sospiro di primavera?…

Stasera, Signore, mi duole Gemona,

mi dolgono, stasera, i miei paesi…

 

Il Picolìt del Terremoto è una breve preghiera che lo scrittore e poeta friulano Amedeo Giacomini scrisse una sera di maggio dopo aver visitato il Friuli sconvolto dal terremoto del 6 maggio 1976. Non avrebbe voluto recarsi in quei paesi, sapeva che ne sarebbe rimasto profondamente turbato, sconvolto, ma i telefoni non funzionavano, le uniche notizie arrivavano via radio e di ora in ora si facevano più drammatiche e bisognava accertarsi che amici, studenti e compagni stessero bene, forse c’era qualcuno “da riabbracciare, da consolare…” (altro…)

martedì

23

dicembre 2014

“Nostalgia di Medana” di Alojz Gradnik

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"Medana"

 

Poche righe, pochi versi dedicati a Medana paese del Collio sloveno (Brda) ove nacque il poeta Alojz Gradnik. Di madre friulana e padre sloveno Gradnik nacque il 3 agosto 1882. Fu un “poeta profondo e di intensa sensibilità”. Straordinario traduttore in lingua slovena dell’intera Divina Commedia, oltre ad altre opere.

Nostalgia di Medana è un inno nostalgico al paese natale, ma anche una bella immagine del Friuli Venezia Giulia, dal Carso al mare, alla pianura, l’Isonzo, e ancor più lungi le Dolomiti. (altro…)

domenica

2

novembre 2014

Pier Paolo Pasolini e “Un rap di ùa – Un grappolo d’uva”

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"Pier Paolo Pasolini e Un rap di ùa"

“Parlare friulano vuol dire parlare latino – fevelà Furlan a vuel disi fevelà Latin” scrissè così Pier Paolo Pasolini della lingua friulana, una lingua che egli considerava “particolarmente adatta alla poesia perché non ancora consunta come l’italiano e il francese…”.

Non si parlava friulano in casa Pasolini ché il padre Carlo Alberto seguiva la dottrina fascista che come è noto disprezzava i dialetti. L’italiano era la lingua utilizzata! Per Pasolini il friulano può essere definito “lingua materna” unicamente perché la madre, Susanna Colussi, era friulana di nascita , di Casarsa della Delizia (paesino in provincia di Pordenone) non perché se ne servisse per comunicare col figlio. Pier Paolo Pasolini apprese la lingua friulana durante le vacanze estive che trascorreva a Casarsa “giocando a calcio, nuotando nel Tagliamento e ballando nelle sagre paesane con i suoi amici…”. Ma ci fu un momento in cui egli scoprì il friulano come <<lingua pura di poesia>>. È lo stesso poeta a scriverlo. (altro…)

giovedì

24

luglio 2014

VINO GENEROSO e altri racconti di Italo Svevo

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"vino generoso e altri racconti"

 

Vino generoso è probabilmente uno dei racconti meno noti di Italo Svevo. Pubblicato per la prima volta sulla “Fiera letteraria”, rivista autorevole italiana,  il 28 agosto 1927 e riscritto successivamente altre due volte prima della stesura definitiva. Eugenio Montale scrisse di “Vino generoso”: “il più notevole dei racconti dell’autore triestino”.

È la cena della vigilia delle nozze di una nipote del protagonista. Per l’occasione il medico aveva acconsentito che egli, seppur malato, potesse bere e mangiare come tutti i convenuti. Il banchetto si trasforma nel luogo dei conflitti dei rancori del dolore del rimpianto, il tutto condito dall’ebbrezza alcolica.

Il tema del bere è per Svevo il mezzo per esplorare le dimensioni dell’inconscio del protagonista esattamente come ne “La coscienza di Zeno” ove l’autore confessa “Il vino grida tutto ciò che avevamo dimenticato ma che è ancora percettibile nel nostro cuore”.

“Vino generoso” è presentato assieme a “Una burla riuscita”, all’incompiuto “Marianno” e “Le fantasie del vino sono veri avvenimenti” tratto da “La moglie e l’amante” in “La coscienza di Zeno”.

Una bellissima lettura di questa prima parte d’estate. “Non briciole, ma pagine di autentica poesia” (E. Montale)

 

Vino generoso e altri racconti è edito da WingsbertHouse di Francesco Aliberti 2014, Correggio (RE) – www.wingsberthouse.com

sabato

30

marzo 2013

Vino e Poesia

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"Buona Pasqua"

Il sommo poeta tedesco J. W. Goethe accosta il piacere del vino a quello dell’amore, ecco le sue parole in poesia:

 Una ragazza e un bicchiere di vino curano ogni bisogno;

e chi non beve e non bacia, è peggio che morto.

(J.W.Goethe, Verm Gedichte, Gegenseitig)

 

Allora bevete e baciate e Buona Pasqua!