VINI DELL'ANIMA

Esperienza consapevole di vino e cibo.

Friuli Archivio

venerdì

10

marzo 2017

Errori intorno al FRIULI enoico

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Errori intorno al Friuli enoico

Molte sono le pubblicazioni che parlano del Friuli enoico, ma non sempre ciò che si legge è corretto. Il vino è spesso confuso col vitigno. Enos Costantini ha scritto un interessante articolo in merito, dal titolo: “Bufulis… sflocijs e falopis sul mangjâ e sui vjns furlans” (la traduzione suona così: Panzane… frottole e fandonie sul mangiare e sui vini friulani). (1)

Chiarire un po’ di cose a beneficio di tutti e, in particolar modo, di chi scrive di vini e vitigni del Friuli Venezia Giulia è l’obiettivo di questo post. Una sorta di guida per punti affinché di Ribolla, di Picolìt, di Terrano e di Malvasia si scriva senza cadere ne lis bufulis!

Ribolla

  • Nessun vitigno  chiamato ribolla si  trova negli scritti del Medioevo, ma solo un vino che si otteneva da una mescolanza di uve diverse.
  • Il documento più antico (che si conosca sino ad oggi, poi tutto può accadere) in cui si nomina il vino ribolla è contenuto negli Statuti di Treviso del 1207 e si parla di vinum navigatum, vale a dire vino importato.

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mercoledì

10

febbraio 2016

IL FRIULI MODERNO

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Il Friuli ModernoVa in onda il 10 febbraio alle ore 22 la prima delle dieci puntate de “IL FRIULI MODERNO” autore del programma e ospite in studio lo storico, giornalista e scrittore friulano Gianfranco Ellero. Regia di Andrea Simeoni, conduzione di Massimo Campatto. Il programma si può seguire su Canale 110 (Udinese Channel), chi risiede in Veneto su Canale 195.
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venerdì

16

ottobre 2015

Sauvignon, in Friuli lo considerano autoctono!

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Sauvignon, in Friuli lo considerano autoctono!

Sauvignon – Un vitigno internazionale amato dai friulani come un autoctono”. È il titolo di una monografia recentemente pubblicata da q.b. editore e dedicata al vitigno francese. Accordarsi su cosa significa autoctono in viticoltura risulta tutt’altro che semplice per diversi motivi, che ho cercato di affrontare in altro articolo. Certo è che in Friuli il sauvignon è considerato vino nato e cresciuto in quella terra, ma i più ignorano la sua vera storia che è relativamente recente, infatti la sua coltivazione è documentata a partire dagli anni ’80 del XIX secolo. Dopo le distruzioni provocate dall’oidio, per ricostruire la viticoltura i possidenti friulani più illuminati fecero arrivare, da altri paesi europei, varietà adatte a una produzione di qualità. È il caso del sauvignon che transitò dalla regione francese di Bordeaux sino in Friuli (diverse sono le testimonianze scritte che lo provano), probabilmente assieme alla sauvignonasse ovvero il tocai, vitigno che alla fine dell’800 venne segnalato nella zona di Sauternes. (altro…)

venerdì

7

agosto 2015

Perché il Friuli è associato alla Borgogna?

Scritto da , scritto in Notizie e approfondimenti di Vinidellanima

Perché il Friuli è associato alla Borgogna?

Il Friuli vitivinicolo viene alle volte denominato “piccola Borgogna”. Perché mai? La risposta ha un preciso legame con la storia. Era il 1747 quando il conte Lodovico Bertoli pubblicò a Venezia un volume, poco più di 80 pagine, intitolato “Le vigne ed il vino di Borgogna in Friuli”. Siamo nel ‘700 il secolo in cui il Friuli, ma anche il resto d’Europa, prende coscienza dell’importanza della qualità del vino. (altro…)

mercoledì

6

maggio 2015

Il Picolìt del Terremoto

Scritto da , scritto in Notizie e approfondimenti di Vinidellanima, Poeti e poesie

"Il Picolìt del Terremoto"

Signore

mi dolgono stasera i miei paesi…

Dove sei Gemona,

fanciulla ridente, occhi di seta,

neri capelli inghirlandati d’acacia,

sospiro di primavera?…

Stasera, Signore, mi duole Gemona,

mi dolgono, stasera, i miei paesi…

 

Il Picolìt del Terremoto è una breve preghiera che lo scrittore e poeta friulano Amedeo Giacomini scrisse una sera di maggio dopo aver visitato il Friuli sconvolto dal terremoto del 6 maggio 1976. Non avrebbe voluto recarsi in quei paesi, sapeva che ne sarebbe rimasto profondamente turbato, sconvolto, ma i telefoni non funzionavano, le uniche notizie arrivavano via radio e di ora in ora si facevano più drammatiche e bisognava accertarsi che amici, studenti e compagni stessero bene, forse c’era qualcuno “da riabbracciare, da consolare…” (altro…)