VINI DELL'ANIMA

Esperienza consapevole di vino e cibo.

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mercoledì

7

gennaio 2015

Chino Ermacora padre dell’Epifania friulana e autore di Vino all’Ombra

Scritto da , scritto in Notizie e approfondimenti di Vinidellanima

"Da Il Friuli di Chino Ermacora-immagine di Tonino Cragnolini"

Il 6 gennaio in Friuli e nel resto d’Italia si osserva la festività dell’Epifania, Pifanie in friulano, festività legata ad alcuni riti. Alla vigilia della festa si benediceva l’acqua, nelle chiese il sale e la frutta, mele e pere, ma anche aglio e terra. L’aspetto probabilmente più folcloristico e scenografico era ed è l’accensione del falò, il pignarûl, in tutto il Friuli, tradizione che si riscontra anche in Veneto. Al calare della sera enormi covoni di sterpaglia e rami secchi eretti in collina, ma anche nelle piazze dei paesi, vengono incendiati. Il fuoco acceso, splendido per lo spettacolo che offre, un tempo era accompagnato da un canto composto per la circostanza. In base alla direzione del fumo del falò si pronostica come sarà l’anno da poco iniziato. Per i bambini l’Epifania è legata al personaggio mitico della befana, il cui nome è un’alterazione di Epifania. La befana è una strega alle volte benefica e regala doni ai piccoli, altre è cattiva e regala carbone e cenere. Questa in sintesi la festa dell’Epifania friulana.

Pochi probabilmente sanno che quella del pignarûl fu una festa ideata e organizzata per la prima volta il 5 gennaio 1927 a Osoppo, paese sui colli orientali del Friuli, da Chino Ermacora (assieme a Antonio Faleschini, Tita Rossi e Torquato Linzi) per far rivivere la tradizione epifanica, interrotta durante la prima guerra mondiale, con una cerimonia di straordinaria spettacolarità. (altro…)

giovedì

24

luglio 2014

VINO GENEROSO e altri racconti di Italo Svevo

Scritto da , scritto in Notizie e approfondimenti di Vinidellanima, Poeti e poesie

"vino generoso e altri racconti"

 

Vino generoso è probabilmente uno dei racconti meno noti di Italo Svevo. Pubblicato per la prima volta sulla “Fiera letteraria”, rivista autorevole italiana,  il 28 agosto 1927 e riscritto successivamente altre due volte prima della stesura definitiva. Eugenio Montale scrisse di “Vino generoso”: “il più notevole dei racconti dell’autore triestino”.

È la cena della vigilia delle nozze di una nipote del protagonista. Per l’occasione il medico aveva acconsentito che egli, seppur malato, potesse bere e mangiare come tutti i convenuti. Il banchetto si trasforma nel luogo dei conflitti dei rancori del dolore del rimpianto, il tutto condito dall’ebbrezza alcolica.

Il tema del bere è per Svevo il mezzo per esplorare le dimensioni dell’inconscio del protagonista esattamente come ne “La coscienza di Zeno” ove l’autore confessa “Il vino grida tutto ciò che avevamo dimenticato ma che è ancora percettibile nel nostro cuore”.

“Vino generoso” è presentato assieme a “Una burla riuscita”, all’incompiuto “Marianno” e “Le fantasie del vino sono veri avvenimenti” tratto da “La moglie e l’amante” in “La coscienza di Zeno”.

Una bellissima lettura di questa prima parte d’estate. “Non briciole, ma pagine di autentica poesia” (E. Montale)

 

Vino generoso e altri racconti è edito da WingsbertHouse di Francesco Aliberti 2014, Correggio (RE) – www.wingsberthouse.com