VINI DELL'ANIMA

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giovedì

1

giugno 2017

La Ribolla gialla fa gola ai produttori siciliani

Scritto da , scritto in Notizie e approfondimenti di Vinidellanima

La Ribolla gialla fa gola ai produttori siciliani

 

In Sicilia si stanno piantando barbatelle di Ribolla gialla, questo almeno da indiscrezioni, ma tanto è bastato ad allarmare il settore vitivinicolo friulano di fronte a un possibile scippo di uno dei vitigni simbolo del Friuli Venezia Giulia, soprattutto dopo il caso Tocai del 2007.

Il Ribolla gialla oggi può essere prodotto solo in questa terra fermo e spumantizzato sotto le Doc Friuli Colli Orientali e Collio e, nella sola versione spumante, in tutta la regione,con la Doc Friuli o Friuli Venezia Giulia, di recente introduzione. La politica, seppur stemperando le forse ora eccessive preoccupazioni, sta studiando due possibili soluzioni: aggiungere una menzione tradizionale al nome del vitigno, ad esempio Ribolla gialla friulana o Ribolla gialla del Friuli Venezia Giulia, per una tutela rispetto al resto d’Italia e la realizzazione di una Dop transfrontaliera con Slovenia e Croazia per una protezione a livello internazionale. Un’ipotesi non esclude l’altra ha affermato l’assessore all’agricoltura Cristiano Shaurli, anzi la UE potrebbe vedere di buon occhio una denominazione unica per i tre stati perché espressione di unità europea.

Al vaglio del Ministero c’è anche la modifica dell’Igt, per cui la Ribolla gialla potrebbe essere prodotta come Igt Venezia Giulia e non Igt Delle Venezie. Insomma,  a quanto pare nessuno vuole un caso Tocai bis, caso che non solo ha lasciato un segno indelebile, ha insegnato a chi governa che ipotizzare possibili scenari futuri è doveroso a salvaguardia di un patrimonio vitivinicolo che ha in Friuli la sua culla natia.

Tutto ciò può bastare? A mio avviso no! Per la Ribolla gialla, così come per gli altri vini della regione, dovrebbe essere studiato un piano di marketing e comunicazione per la sua promozione. Ma ancor prima, per incrementare la consapevolezza nel consumatore (si chiama awareness) rispetto a questo vino. Le istituzioni lo sanno che esistono strumenti potentissimi ed efficaci, se utilizzati correttamente, come i social network? Se i contenuti sono studiati ad hoc, rispondono a una domanda di informazione, utili per il consumatore, ma anche divertenti e coinvolgenti possono raggiungere un pubblico sempre più ampio!

martedì

13

settembre 2016

Il Tocai non è morto!

Scritto da , scritto in Vitigni e vini

tocai friulano

Pubblico con piacere l’articolo “Il Tocai non è morto!”  a firma dello storico friulano Prof. Gianfranco Ellero perché riporta alla memoria un fatto che risale a qualche anno fa, quando il nome Tocai friulano fu abortito dall’Unione Europea, ma lo stesso è risorto altrove! Buona lettura ché la chiosa finale è davvero interessante!

Sera del 3 d’agosto a Hirtzbach, pochi chilometri da Mulhouse, ospite di Edith e Gérard, amici carissimi. A cena, mi dicono, ci sarà una sorpresa.

Trovandomi in Francia, penso a uno Champagne, a un vino d’annata del Medoc, a qualche Château.

No, Gérard risale dalla cantina con una bottiglia di Tocai Friulano, e io penso a uno scherzo. (altro…)

venerdì

16

ottobre 2015

Sauvignon, in Friuli lo considerano autoctono!

Scritto da , scritto in Vitigni e vini

Sauvignon, in Friuli lo considerano autoctono!

Sauvignon – Un vitigno internazionale amato dai friulani come un autoctono”. È il titolo di una monografia recentemente pubblicata da q.b. editore e dedicata al vitigno francese. Accordarsi su cosa significa autoctono in viticoltura risulta tutt’altro che semplice per diversi motivi, che ho cercato di affrontare in altro articolo. Certo è che in Friuli il sauvignon è considerato vino nato e cresciuto in quella terra, ma i più ignorano la sua vera storia che è relativamente recente, infatti la sua coltivazione è documentata a partire dagli anni ’80 del XIX secolo. Dopo le distruzioni provocate dall’oidio, per ricostruire la viticoltura i possidenti friulani più illuminati fecero arrivare, da altri paesi europei, varietà adatte a una produzione di qualità. È il caso del sauvignon che transitò dalla regione francese di Bordeaux sino in Friuli (diverse sono le testimonianze scritte che lo provano), probabilmente assieme alla sauvignonasse ovvero il tocai, vitigno che alla fine dell’800 venne segnalato nella zona di Sauternes. (altro…)